
Le principali lesioni nel Padel 🎾
Ottobre 2, 2024🔎Introduzione
Nel calcio di oggi, in cui gli impegni ufficiali sono ravvicinati e l’intensità di gara e di allenamento è nettamente aumentata, la prevenzione degli infortuni nel calcio è un tema di fondamentale importanza.
Il calcio, come altri sport, presenta un rischio molto alto di infortuni. Ciò vuol dire assenza per periodi più o meno lunghi dai campi di gioco. Per le squadre professionistiche vuol dire perdita economica, per gli amatori vuol dire non potersi sfogare con gli amici.
Numerosi studi hanno evidenziato l’esistenza di relazioni significative tra la bassa incidenza degli infortuni e una migliore classifica finale1. Anche la UEFA ha condotto un importante studio che ha indagato 11 anni di competizioni ufficiali2. Tale ricerca ha confermato queste relazioni anche nelle competizioni internazionali: le squadre vincenti sono quelle caratterizzate da una maggiore disponibilità di giocatori.
Ne consegue che stabilire e attuare strategie di prevenzione per la riduzione dell’incidenza di infortuni nel calcio è determinante, tanto quanto l’implementazione di metodi di allenamento per il miglioramento della performance.
📊 Epidemiologia
Secondo una revisione sistematica e una meta-analisi pubblicata sul British Medical Journal nel 20183:
- L’incidenza complessiva degli infortuni nei giocatori di calcio professionisti maschi è stata di 8,1 infortuni/1000 ore di esposizione. Il tasso di incidenza degli infortuni in partita (36 infortuni/1000 ore di esposizione) era quasi 10 volte superiore al tasso di incidenza degli infortuni in allenamento (3,7 infortuni/1000 ore di esposizione).
- Gli infortuni agli arti inferiori hanno registrato i tassi di incidenza più elevati (6,8 infortuni/1000 ore di esposizione).
- Le lesioni muscolari e tendinee sono quelle più comuni (4,6 lesioni/1000 ore di esposizione), spesso associati ad incidenti traumatici.
- I muscoli hamstrings (comunemente detti flessori) sono il gruppo muscolare più frequentemente infortunato nei giocatori di calcio professionisti.
❌Fattori di rischio
Recentemente è stata pubblicata una revisione sistematica su Sport Medicine – Open4 sulla prevenzione degli infortuni nel calcio. Gli autori hanno analizzato e suddiviso i fattori di rischio in modificabili e non modificabili, quindi in quelli su cui si può agire attraverso differenti interventi e quelli che sono intrinsecamente determinati e quindi non influenzabili.
I principali fattori di rischio non modificabili sono:
Età: non vi sono sufficienti evidenze che dimostrano che l’aumento dell’età dell’atleta sia un fattore di rischio per gli infortuni. Vi è solo una review che suggerisce un aumento del rischio degli infortuni agli hamstring all’aumentare dell’età. Quindi, al contrario di quanto si crede, non vi sono forti prove scientifiche a supporto della convinzione che il calciatore più avanti con gli anni sia più predisposto agli infortuni. Si potrebbe però speculare, che spesso questo accade perché l’atleta, data la lunga militanza sportiva, possa aver avuto precedenti traumi lesivi che lo espongono maggiormente al rischio di infortunio e che i microtraumi ripetuti di anni di attività, possano rendere i tessuti più suscettibili. In ogni caso, queste ultime considerazioni avrebbero bisogno di un ulteriore approfondimento scientifico.
Genetica: ci potrebbe essere un’influenza della genetica sulla predisposizione agli infortuni ma allo status quo l’unica associazione dimostrata è tra la predisposizione familiare agli infortuni al legamento crociato anteriore (LCA) e l’aumento del rischio dello stesso e di altri infortuni al ginocchio. Però, nella pratica quotidiana vediamo spesso calciatori più predisposti ad infortuni muscolari rispetto ad altri, il che potrebbe derivare da diversi fattori predisponenti alle lesioni ma bisognerebbe nei prossimi anni indagare a fondo l’esistenza di un’eventuale relazione con la genetica del soggetto.
Sesso: l’incidenza degli infortuni è più alta nei maschi rispetto alle femmine.
Precedenti infortuni: su questo aspetto le evidenze scientifiche sono forti e dimostrano che precedenti infortuni sono un fattore di rischio per futuri infortuni. Inoltre, uno specifico infortunio aumenta la possibilità di un nuovo infortunio dello stesso tipo, ad esempio agli hamstring.
Tipologia di evento: come già detto sopra, l’incidenza degli infortuni in gara è maggiore rispetto all’allenamento, sia per gli uomini sia per le donne.
I principali fattori di rischio modificabili sono:
Carico: una gestione ottimale del carico, evitando situazioni di under-training (sotto- allenamento) e overreaching non-funzionale (sovrallenamento non funzionale) è un sicuramente un fattore protettivo nei confronti degli infortuni e nella massimizzazione della performance. Uno degli aspetti più importanti nel training load managment è evitare gli spike, cioè i picchi improvvisi di carico, rispettando uno dei principi cardine della metodologia dell’allenamento: la gradualità del carico.
Fattori neuromuscolari: diversi fattori neuromuscolari possono essere un fattore di rischio per gli infortuni, i più importanti sono:
- Un alterato rapporto di forza tra hamstring e quadricipiti;
- Una bassa forza eccentrica degli hamstring;
- Asimmetria di forza eccentrica tra gli hamstring dei due arti;
- Inadeguata capacità di atterraggio al suolo e di decelerazione (maggiore rischio di lesione al legamento crociato anteriore);
- Alterata attivazione muscolare durante i movimenti di cutting e di atterraggio;
- Scarsa flessibilità;
- Deficit di stabilità dinamica.
👨🏻⚕️Il ruolo del fisioterapista
In primis il fisioterapista in una squadra dovrebbe eseguire un’indagine riguardante la cartella clinica corrente e soprattutto passata di ogni singolo calciatore. Prima che inizi la stagione calcistica, è necessario avere un resoconto sulle condizioni di tutti i calciatori e di coloro che potrebbero essere a rischio infortunio.
Avere a disposizione una cartella clinica per singolo calciatore, permetterà allo staff tecnico coadiuvato da fisioterapista e medico, di organizzare degli allenamenti specifici che permettano la prevenzione di ogni eventuale e possibile infortunio. È indispensabile, inoltre, tenere presente che un precedente infortunio è uno dei principali fattori di rischio.
Bahr et al.5 hanno costruito una matrice di rischio basata sui dati dell’UEFA Elite Club Injury Study e hanno suggerito che la riduzione degli infortuni nelle aree del bicipite femorale, dell’inguine, del ginocchio e della caviglia sono prioritari per gli allenatori, il personale medico e i preparatori. Secondo Ekstrand et al. le misure volte a ridurre il carico di infortuni dovrebbero riguardare i fattori di rischio modificabili tradizionalmente proposti (ad esempio, deficit di forza eccentrica, scarsa flessibilità, architettura muscolare alterata, carico dei giocatori e frequenza delle partite) e alcuni nuovi fattori esterni, come la stabilità del club in termini di allenatore, staff medico e gestione, l’adesione dei giocatori e la conformità dell’allenatore al programma di prevenzione degli infortuni.
Bibliografia:
- Eirale C. et al: Low injury rate strongly correlates with team success in Qatari professional football (2013). British Journal of Sports Medicine. ↩︎
- Hägglund M. et al.: Injuries affect team performance negatively in professional football: An 11-year follow-up of the UEFA Champions League injury study (2013). British Journal of Sports Medicine ↩︎
- López Valenciano A, Ruiz-Pérez I, Garcia-Gómez A, et al. Br J Sports Med Epub ahead of print: [please include Day Month Year]. doi:10.1136/bjsports-2018-099577 ↩︎
- Owoeye, O.B.A., VanderWey, M.J. & Pike, I. Reducing Injuries in Soccer (Football): an Umbrella Review of Best Evidence Across the Epidemiological Framework for Prevention. Sports Med – Open 6, 46 (2020). https://doi.org/10.1186/s40798-020-00274-7 ↩︎
- Hagglund, M., Walden, M., Bahr, R., and Ekstrand, J. (2005.) Methods for epidemiological study of injuries to professional football players: developing the UEFA model. British journal of sports medicine. ↩︎

